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Attività di destrezza Attività di destrezza

Vengono definite di 'destrezza' quelle attività che implicano la prevalente sollecitazione di apparati sensoriali e che richiedono atti motori estremamente precisi. L'assai generico termine dì destrezza che, almeno nel campo delle discipline sportive, può essere definito come la capacità di compiere determinati movimenti nel modo più preciso, rapido e armonico, non permette peraltro di ottenere una classificazione utilizzabile ai fini pratici, poiché esso fa riferimento ad attività molto differenti tra loro.

Di questa categoria fa parte un sottogruppo di attività nelle quali l'impegno muscolare risulta rilevante. Non si può non considerare infatti, che l'elemento predominante nei movimenti della ginnastica artistica o nei tuffi è la 'destrezza', tanto è vero che il punteggio, per definire la classifica di merito, è ottenuto in base a un giudizio tecnico-estetico sui movimenti stessi.
Non vi è dubbio però che l'ottenimento dei gesti sportivi propri di queste discipline è condizionato dal possesso da parte dell'atleta, di una notevole potenza muscolare, grazie alla quale possono essere eseguiti gli eleganti e armonici movimenti che tali discipline comportano.

Sempre in quest'ottica va ricordato che all'estro e alla 'destrezza' sono affidate principalmente le discipline schermistiche. Tuttavia, soprattutto nell'attuale concezione di tali sport, non si può disconoscere che, sia nell'arma del fioretto, che in quelle della sciabola e della spada, assume importanza rilevante una buona efficienza muscolare.

Un altro sottogruppo delle attività di destrezza è costituito da quelle discipline sportive nelle quali è l'efficienza psiconeurosensoriale la dote principale per eccellere. In questo sottogruppo sono comprese discipline nelle quali l'atleta pilota, guida, dirige un mezzo meccanico la cui propulsione è affidata, di volta in volta, alla forza di gravità (bob, slittino), alla sostentazione aerodinamica (aliante), alla potenza dei motori (automobilismo, motociclismo, motonautica, aviazione).

Anche discipline nelle quali vi è partecipazione di un animale (equitazione) la direzionalità è, analogamente ai casi precedenti, collegata alla destrezza psiconeurosensoriale dell'atleta.

In tutte queste discipline si possono distinguere due differenti tipi di impegno muscolare:

1. Il primo è costituito dalla necessità di dover agire sugli organi di comando del mezzo (volante, manubrio, freni, acceleratore, ecc.) o dell'animale (redini, pressione con il piede o con le ginocchia). L'impiego della forza muscolare richiesta in queste operazioni è, per lo più, relativamente modesto, anche se occorre particolare precisione nell'esecuzione motoria.

2. Il secondo tipo di impegno è quello che l'atleta deve mettere in atto per mantenere la propria postura sul mezzo. I sobbalzi e le sollecitazioni in senso testa-piede, o petto-schiena oppure laterali, impongono, infatti, un lavoro muscolare di tipo isometrico con contrazioni di varia intensità che interessano, di volta in volta, differenti distretti della muscolatura corporea.

Questo tipo d'impegno può raggiungere, in alcuni sport, un'intensità realmente notevole.

Tra l'impegno muscolare richiesto dai sistemi di comando e di controllo del mezzo meccanico o dell'animale e l'impegno muscolare di tipo posturale, è quest'ultimo quello che risulta, in molti casi, assolutamente prevalente. Basti pensare al complesso lavoro di accelerazioni che bobbisti, motocrossisti, motonauti, cavalieri e piloti di aviazione sopportano.

Un caso a parte è costituito dalla disciplina olimpica dì tiro con l'arco. Se tale disciplina viene presa in considerazione attraverso la sua caratteristica specifica, cioè quella di inviare un missile, lungo una particolare traiettoria, verso un bersaglio, tale disciplina dovrebbe essere indicata come attività di destrezza pura. In realtà, il tiro con l'arco si differenzia dal tiro con la carabina, il fucile o la pistola, per il tipo di propulsione usato per il missile.

Nelle armi da fuoco, infatti, la propulsione è affidata all'esplosione di particolari sostanze chimiche, mentre nel tiro con l'arco la propulsione del missile è affidata all'energia che l'uomo cede all'arco flettendolo. Tale energia potenziale diviene poi attuale e trasformata in impulso motore all'atto del tiro, quando l'atleta libera la corda.

In questa particolare attività, quindi, l'impegno muscolare principale è costituito dalla tensione dell'arco, che comporta l'impiego di una certa forza. Tale fase può essere considerata di preparazione al gesto sportivo vero e proprio e si estrinseca, sotto il profilo biomeccanico, attraverso il mantenimento di una postura richiedente un sensibile impegno di forza muscolare, durante la mira e nel rilascio della corda (tiro), allo scopo di inserire la freccia in una traiettoria ben determinata,

È per questo particolare impegno muscolare di postura che l'attività del tiro con l'arco viene inclusa tra le attività di destrezza richiedenti un impegno muscolare di tipo posturale e direzionale. Nella categoria delle attività sportive di destrezza, in particolare nel sottogruppo degli sport che richiedono un modesto impegno della muscolatura corporea, vanno inclusi invece i tiri con armi da fuoco, nelle loro varie specialità, nonché il ruolo del timoniere (nelle imbarcazioni di canottaggio che lo prevedono).

Pur non dovendosi trascurare l'impegno, soprattutto legato alla durata delle competizioni stesse, non si hanno in queste discipline rilevanti trasformazioni di energia muscolare, né concentrata né diluita nel tempo, non essendo l'efficienza psicosensoriale e quella di coordinazione neuromuscolare affiancate da cospicue richieste di lavoro esterno.

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